Coaching e psicanalisi: differenze tra due aree distinte

Coaching sul Lavoro

28 agosto 2013

coachingpsicanalisi1Viste le pratiche di confronto con il proprio coach, alcuni potrebbero essere portati a pensare che non vi sia poi molta differenza tra il coaching (sul lavoro come sulla vita) e la terapia psicanalista.

Si può ricorrere al coaching per incrementare i risultati sul lavoro, ma anche soltanto per superare dei blocchi particolarmente inspiegabili, o se si sta cercando una strada per ottenere di più in ambito lavorativo o nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo del coaching è allora quella di aiutarvi a trovare delle strade alternative per cambiare, per ottenere un maggior benessere e insieme per raggiungere insperate possibilità di successo.

Questo percorso di crescita e di autoconsapevolezza si rafforza grazie alla presenza di un coach, una guida che deve avere la fiducia del suo cliente per ottenere il raggiungimento dell’obiettivo di volta in volta prefissato, relazionandosi con lui, parlandoci insieme. Ci si rende subito conto dell’importanza di poter avere accanto una persona che possa aiutare a pensare fuori dagli schemi, verso soluzioni che non avevamo in un primo tempo nemmeno pensato.

Tutto questo, se da un lato può sembrare simile ad un discorso di psicanalisi, in realtà se ne discosta sotto molti aspetti.

La terapia di psicanalisi è stata sulla breccia per più di un secolo. Alcuni pazienti sembrano trarne effettivo beneficio, altri no. Questo perché la terapia si basa su un approccio differente: aiutare una persona con problemi personali, di cui non sempre si rende conto, che devono essere analizzati e superati. Si attua riflettendo sul passato della persona, cercando la causa originaria del problema. Quindi, la psicanalisi presuppone in partenza che una persona abbia un problema ed è un processo, così chiamato, di “risposta orientata”. Cioè, la persona in terapia esprime i suoi problemi chiedendo allo psicanalista cosa deve fare per risolverli. A questo punto spetta all’altro trovare la risposta. Se lo psicanalista è abile, allora arriverà alla giusta intuizione e il problema potrà essere superato, senza che il cliente abbia alcuna responsabilità su quanto viene suggerito.

coachingpsicanalisi2Uno dei maggiori svantaggi della psicanalisi è quello di essere basato su modelli medici. Ed alla terapia fa seguito una vera e propria diagnosi. Egualmente, anche le altre persone che sanno della terapia possono pensare che qualcosa “non funzioni” nel soggetto, assumendo in via generale un punto di vista negativo verso lo stesso e rendendo più difficili le relazioni, anche se i problemi ad un certo punto sono superati. Un altro svantaggio è quello che alla persona possono essere prescritti dei farmaci, he a loro volta possono creare altri problemi essendo psicofarmaci molto potenti.

Il coaching invece è qualcosa di molto diverso, pur essendo un campo di gran lunga più nuovo della psicanalisi. Una delle regole è che non ha delle regole procedurali definite, mantenendo una grande efficacia proprio grazie a questa flessibilità. Il problema non è tanto nel passato della persona, quanto nel presente e nel futuro. Ed è su questi aspetti che si lavora assieme, senza paradigmi medici, senza diagnosi, ma con una persona che aiuta a focalizzare le nuove possibilità e a rafforzare la propria autostima. Anche qui, il vantaggio si ha principalmente quando si riesce a trovare un buon coach.

L’obiettivo non è “guarire”, ma aiutare il cliente a riformulare le proprie intenzioni di vita, scoprire le convinzioni profonde che possono ostacolarlo nella strada verso il successo, trovare in sé la propria positività. Il presupposto in questo caso è che si voglia ottenere di più dalla vita, senza accontentarsi di un’insoddisfazione latente.

immagini: morguefile.com

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