Posts in Coaching sul Lavoro

L’importanza dell’autostima per essere dirigenti

Coaching sul Lavoro

21 marzo 2014

Se il vostro lavoro è quello di essere manager, dei dirigenti, di relazionarvi e motivare le persone, ma non credete in voi stessi o comunque non credete di avere le capacità per fare bene, allora non potrete fare questo lavoro nel migliore dei modi. Non è sufficiente che vi consideriate delle persone adeguate al ruolo, ma è necessario soprattutto focalizzarsi sulla propria autostima, e fare qualcosa se vi accorgete che è piuttosto bassa. continue reading..

Le caratteristiche del personal coach

Coaching sul Lavoro

11 febbraio 2014

caratteristiche personal coach 2Un buon personal coach richiede il possesso di una serie di qualità diverse dalle competenze necessarie per i campi classici della comunicazione, ma risiedono invece in altre aree disciplinari. Scopriamo insieme come lavora un personal coach “dietro le quinte”, cioè quali sono gli aspetti in cui deve eccellere per far sì che il suo lavoro verso i professionisti possa dare i suoi frutti. continue reading..

Sviluppare le vostre potenzialità di carriera col coaching sul lavoro

Coaching sul Lavoro

30 dicembre 2013

coaching carrieraSe ci prestate attenzione, noterete che tutte le imprese di successo sono guidate da individui di successo con una particolarità comune: tendenzialmente, hanno le idee chiare su ciò che vogliono raggiungere. Questa è un’altra sfaccettatura del successo stesso, necessaria per riuscire ad essere radicalmente innovativi ed in grado di gestire posizioni di grande responsabilità. Difficilmente questo livello può essere raggiunto senza una strategia concreta. Il coaching interviene allora in questo senso, a chiarire e a rafforzare le vostre idee, e questo indipendentemente dal fatto che voi lavoriate per qualcuno oppure siate lavoratori autonomi. Ecco di seguito, ad esempio, alcune delle domande a cui un coach vi aiuterà a trovare una risposta e che sono essenziali per determinare dei passi avanti nella vostra carriera. continue reading..

Le qualità richieste per un buon coaching

Coaching sul Lavoro

28 novembre 2013

qualità coaching 1Come abbiamo spiegato in precedenza, il coaching è un qualcosa di molto diverso da altre attività come semplice formazione, consulenza, o fornire servizi professionali per conto di un cliente. Il personal coach deve possedere molte altre caratteristiche per essere considerato all’altezza del suo compito, ed è di questo che parleremo ora: tutte le qualità che sono necessarie ad un personal coach per far rendere al meglio i propri assistiti. Potrete verificare senz’altro, se vi rivolgete a personale qualificato, che tali qualità che stiamo andando ad illustrare si rispecchieranno anche nel vostro coach. Quali sono? Eccole qui. continue reading..

Il coaching per ottenere di più da se stessi

Coaching sul Lavoro

3 novembre 2013

Il personal coaching presuppone che una persona ha bisogno di ricercare una sorta di “zona comfort” per pensare e per ottenere di più dalla vita e dal lavoro. Il coaching diventa allora una vera e propria esperienza di “allenamento”, proprio come un allenatore fa il suo lavoro verso un atleta o una squadra per vincere le partite, lavorando non solo a livello atletico, ma anche e soprattutto psicologico verso una maggior fiducia in se stessi e verso il convincimento di essere come e meglio degli altri. continue reading..

Ecco cosa può fare il coaching per i dirigenti

Coaching sul Lavoro

24 settembre 2013

per coaching 1L’ambiente di lavoro di oggi mette nelle mani dei dirigenti moltissime responsabilità, prima fra tutte quella di organizzare i team e provare a fare grandi cose partendo da un ambiente che tende ad essere disorganizzato e caotico. Hanno continuamente a che fare con molte pressioni: scadenze, quote di mercato, norme a cui attenersi. In questo clima, molto spesso finiscono per rendere meno di quanto potrebbero essere produttivi. continue reading..

Coaching e psicanalisi: differenze tra due aree distinte

Coaching sul Lavoro

28 agosto 2013

coachingpsicanalisi1Viste le pratiche di confronto con il proprio coach, alcuni potrebbero essere portati a pensare che non vi sia poi molta differenza tra il coaching (sul lavoro come sulla vita) e la terapia psicanalista.

Si può ricorrere al coaching per incrementare i risultati sul lavoro, ma anche soltanto per superare dei blocchi particolarmente inspiegabili, o se si sta cercando una strada per ottenere di più in ambito lavorativo o nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo del coaching è allora quella di aiutarvi a trovare delle strade alternative per cambiare, per ottenere un maggior benessere e insieme per raggiungere insperate possibilità di successo. continue reading..

5 tecniche per incrementare i profitti senza stressarvi

Coaching sul Lavoro

29 luglio 2013

5 tecniche 1

Mano aperta di George Hodan

Se possedete già un’azienda avviata e il vostro obiettivo diventa incrementare i profitti allargando l’estensione del vostro business, diventa particolarmente difficile individuare la strada giusta tanto che, viceversa, è molto facile che vengano fuori decine di idee ogni giorno. I mercati sono talmente tanti e così vari che gli esperti di mercato propongono anche alle piccole imprese molte strategie diverse per la crescita ed il tutto sembra predisporsi quasi come un percorso ad ostacoli per riuscire ad individuare, tra le tante, la scelta migliore. continue reading..

I differenti tipi di coaching sul lavoro

Coaching sul Lavoro

19 luglio 2013

L’obiettivo generale di ogni personal coaching è lo stesso: permettere alle persone con cui lavora di riuscire a dotarle delle competenze, delle conoscenze, delle opportunità che hanno per permettere loro di raggiungere il successo e di sviluppare al meglio le proprie capacità. Eppure, nonostante l’obiettivo generale sia lo stesso, esistono in realtà differenti tipi di coaching nel mondo del lavoro ed ognuno di essi varia a seconda della conoscenza di un certo business, della profondità della formazione specifica sul posto di lavoro, dal grado di sforzo richiesto e dal modo in cui il datore di lavoro è coinvolto o interessato ai risultati. Ecco perché possiamo distinguere i coach in diverse tipologie: personal coach, ma anche career coach, leadership coach e executive coach. Conosciamoli caso per caso.

Il personal coach personalcoaching1vero e proprio aiuta le persone grazie alla condivisione di conoscenze e di lezioni dalla sua esperienza di vita. Possiamo paragonarlo a una sorta di guru, con la differenza che se da tradizione un guru è cercato dall’allievo, in questo caso l’iniziativa può partire anche direttamente dal coach verso il cliente. L’obiettivo specifico del personal coach è di permettere all’individuo di individuare le proprie capacità, coltivarle e sfruttare così del potenziale nascosto o inutilizzato. Ecco perché alla base di tutto deve sussistere un rapporto di fiducia, che permetta a entrambi la condivisione di esperienze personali, non solo i successi, ma anche le delusioni o i fallimenti. Il personal coach può avere supporto anche dall’interno dell’azienda del suo assistito, ma non è detto che questa collaborazione si realizzi sempre.

Il career coach, cioè l’allenatore di “carriera”, ha una forte esperienza all’interno di contesti di carriera ben definiti. Come i personal coach, può trovarsi o meno all’interno di un’organizzazione aziendale, può essere coinvolto o può restarne fuori. L’obiettivo di questo coach è quello di alzare il livello di carriera dei suoi clienti. Ad esempio, potrebbe consigliarli sulle migliori strategie da seguire. Può inoltre permettere loro di disporre di contatti di alto livello grazie alla costruzione di ottime reti sociali, può unirli ad associazioni professionali ed ottenere importanti certificazioni.

Il personalcoaching2leadership coach focalizza i suoi obiettivi sulla capacità di gestione di leadership in un’organizzazione dalle elevate potenzialità e ricche di talento. In questo caso, può svolgere una vera e propria funzione di team leader, motivando la squadra di lavoro verso il raggiungimento di importanti obiettivi comuni, o può procedere attraverso sistemi più formali. Forniscono in tempo reale informazioni sulla gestione di progetti, tattiche, rendendo gli assistiti in grado di leggere ed adattarsi efficacemente a più situazioni. Questa figura è importante soprattutto nel formare dirigenti che siano capaci a tutti i livelli di organizzazione aziendale, facendo venir fuori il talento dei dipendenti aziendali.

L’executive coach, infine, lavorano soltanto con dirigenti di fascia d’età più elevata e li aiutano a costruire competenze necessarie per reggere l’urto delle nuove generazioni, nel migliorare le relazioni di lavoro e le prestazioni complessive orientate al risultato. In questo caso, si lavora soprattutto sulle capacità di pensiero strategico e sulle relazioni, rispettando i valori aziendali ed aiutando il dirigente a scoprire i suoi punti di debolezza e a compensarli.

I migliori risultati si possono avere, ovviamente, quando i coach non operano privatamente sul cliente, ma quando possono operare anche all’interno o in accordo con l’azienda.

Le Caratteristiche di un Coaching Efficace

Coaching sul Lavoro

19 luglio 2013

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Donna con una bolla di pensiero di Vera Kratochvil

Il coaching è un aspetto sempre più importante per la crescita professionale e delle capacità di lavoro mentale per manager e dirigenti e per chiunque stia cercando una svolta positiva nella propria carriera. Anche le aziende possono rivolgersi a un coach per potenziare i propri dipendenti. Ma quali sono le componenti essenziali di un coaching efficace?

Innanzitutto è bene tenere a mente che il coaching è diverso dalla formazione. Mentre la formazione riguarda semplicemente nuovi skills nelle competenze, il coaching lavoro su altro: sulle abilità personali, sulla capacità di un manager di associare alla sua persona quei cambiamenti comportamentali adatti alla crescita professionale. E questa crescita non sarà comunque aleatoria ma potrà essere misurata dai coach attraverso un percorso studiato. A differenza della formazione, che da delle risposte e delle soluzioni, il coaching non da delle risposte, ma aiuta a scoprirle. Aiuta a capire fin dove può arrivare il soggetto con le proprie capacità.

Esistono una serie di caratteristiche di base che devono essere presenti affinché un coaching possa avere le basi per un successo. Andiamo a guardarle insieme.

Fiducia da parte del cliente

Il ruolo previsto dal coaching dovrà essere pre-accordato e concordato con il cliente, così come gli obiettivi di avanzamento che si vorrebbero raggiungere. Bisogna impostare il rapporto facendo in modo che sia il cliente a chiedere l’aiuto del coach, piuttosto che il contrario. L’intero rapporto non deve essere una forzatura imposta dal coach, ma un sostegno cercato.

Il coach non controlla le azioni del cliente

Il coach non prende le decisioni del suo assistito. Non controlla le sue relazioni, le sue azioni e le sue decisioni all’interno delle sue attività. Al massimo, un manager può chiedere una sorta di partnership nelle scelte di crescita personale, ma è sempre quest’ultimo a dover prendere le proprie decisioni finali su ogni situazione. Sono le conoscenze, le competenze e l’efficacia comunicativa di un coach ad avere impatto sulle sue decisioni, che rimangono in ogni caso del tutto autonome.

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Morguefile Image

Il coach deve dire sempre la verità

Un manager va più di frequente alla ricerca di risposte nel momento in cui è incerto sul come gestire determinate situazioni o nel mirare alla propria crescita, dunque in questi casi delicati è molto più probabile che facciano delle domande difficili. Spesso il manager conosce già la risposta e cerca il dialogo con il coach per rassicurazioni e conferme. E non è detto che debba essere la stessa che pensate. Confermare le risposte è il modo corretto di agire per rafforzare l’autostima del manager. Quando il coach non conosce la risposta alle domande del manager, è giusto dire che non la conosce e che è disponibile a scoprirla insieme, piuttosto che dare un cattivo consiglio. Infatti in quel caso si rischierebbe di rovinare la propria credibilità.

Ascoltare per aiutare a sviluppare soluzioni proprie

Nel coaching è fondamentale la capacità di ascolto e di comunicazione. È decisivo riuscire a comprendere le esigenze specifiche del cliente ed ogni situazione può rappresentare un caso a sé stante. Si deve prestare attenzione anche a ciò che “non si dice” ma che presenta rilevanza, come gli atti di comunicazione non verbali: l’espressione del viso, il linguaggio del corpo, gli sguardi, i gesti e i movimenti, il tono della voce. Tutti elementi che aiutano a capire ciò che si sta chiedendo. Una volta capito, è sufficiente una funzione di indirizzo, perché molto spesso le persone sanno qual è la cosa giusta da fare, bisogna solo aiutarle a far sì che queste decisioni vengano fuori e vengano attuate.